Il WWF sta raccogliendo firme per una campagna che si chiama "Svelenati".

Questa campagna sembra a prima vista a favore dei consumatori e dell'ambiente perché sostiene un progetto europeo che ha lo scopo di eseguire test su sostanze chimiche GIA' PRESENTI IN COMMERCIO in quanto ritenute NON adeguatamente testate e quindi potenzialmente pericolose per l'uomo, l'ambiente, gli animali selvatici.

Già questa dicitura, "test di tossicità" suona sinistra, per chi sa qualcosa sulla vivisezione. Infatti questo progetto che il WWF italiano e del resto d'Europa sostiene così appassionatamente raccogliendo firme ai tavoli informativi è il FAMIGERATO PROGETTO REACH!

REACH = milioni, decine di milioni di animali che troveranno la morte in laboratorio per inutili test!!!!!!

NON FIRMATE LA PETIZIONE DEL WWF, E INVITATE TUTTI A NON FARLO!

Quello che il WWF dice nel suo sito è:

I produttori di sostanze chimiche saranno obbligati ad inviare un dossier ad una agenzia centrale in cui saranno registrati i dati sulla sicurezza di tutte le sostanze chimiche prodotte in quantità superiore ad una tonnellata l'anno. Minore è la quantità di sostanze prodotte, minori sono le informazioni richieste, mentre i dati richiesti sono molto elementari quando la produzione raggiunge una quantità da 1 a 10 tonnellate.

Quello che non dice è:

I dati sulla sicurezza sono ottenuti avvelenando animali di varie specie, roditori e non. Quindi topi, ratti, conigli, cani e quant'altro. E saranno dati inutili, i consumatori non saranno protetti per niente, ma solo imbrogliati, perché con gli animali, variando specie, ceppo e condizioni dell'esperimento si può ottenere qualsiasi risultato ci piaccia ottenere. Si può dimostrare che una sostanza è tossica, o che non lo è, a seconda di quello che fa più comodo allo sperimentatore.

Il WWF sa benissmo che i test si faranno su animali, tanto che alla pagina: http://www.wwf.it/svelenati/reachwwf.asp chiede, come uno dei punti aggiuntivi al progetto REACH:

2. Rendere obbligatoria una sola registrazione per ogni sostanza chimica - in modo da obbligare le aziende, che producono la stessa sostanza, a scambiarsi le informazioni sulla loro sicurezza: diminuendo così i costi e riducendo gli inutili esperimenti sugli animali.

Quindi, sanno che questo progetto manderà a morte milioni di animali, eppure lo sostengono e chiedono che abbia inizio quanto prima!

Tutte le associazioni antivivisezioniste d'Europa stanno chiedendo da anni di congelare il progetto e avviarlo solo quando tutti i test previsti saranno sostituiti da test senza animali, in modo da non ammazzare nessuno e avere test veramente scientifici e predittivi.

Ancora una volta, al WWF non importa nulla degli animali, se non di quelli selvatici in pericolo d'estinzione. E' il suo lavoro, d'accordo, ma almeno che non lavori attivamente per massacrare gli altri!
Il nostro, di lavoro, è invece quello di salvarli tutti, dal topino bianco al gorilla della foresta.

Allora, cosa fare?
Primo, informare tutti quelli che conoscete e dir loro di NON firmare questa petizione del WWF. Molti, fidandosi, pensano che sia una cosa a favore degli animali e dell'ambiente e invece sostiene e cerca di accelerare un massacro totale.
Secondo, scrivere al WWF per protestare. Di certo non fermeranno una campagna già avviata per qualche protesta, ma almeno sapranno che faremo di tutto per ostacolarli.
Terzo, diffondere questo messaggio in tutti i forum.
Quarto, scrivere alle sedi locali del WWF che conoscete per chiedere loro di NON raccogliere firme per questa petizione.
Quinto, pensarci 10 volte prima di rinnovare la tessera al WWF, se ce l'avete.

Scriviamo a:
posta@wwf.it

Messaggio-tipo (ma qualcosa di personale è molto meglio)

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Mi unisco alla protesta CONTRO la vostra campagan Svelenati: il progetto REACH non serve a proteggere umani, animali e ambiente, ma avrà solo l'effetto di massacrare in laboratorio milioni di animali!
Perché non vi unite alle associazioni antivivisezioniste e chiedete anche voi di congelare il progetto fino a quando non si avranno metodi di test senza animali? I test su animali non servono a nulla, i dati ottenuti
saranno privi di valore, non protegeranno nessuno, e intanto milioni di animali saranno morti, milioni di euro saranno stati spesi, e tutto rimarrà come prima.
Sostenete i test alternativi, non il progetto REACH così com'è!

Risposta del WWF

Abbiamo ricevuto il  Suo messaggio, e vorremmo illustrarLe il senso della nostra campagna "Detox-Svelenati" e la sua estrema importanza per la salvaguardia dell'ambiente e della salute umana e animale. Siamo anche convinti che la nuova regolamentazione europea, che vogliamo porti alla messa al bando delle sostanze più pericolose, non aumenterà affatto i test sugli animali, ma anzi potrà contribuire a ridurli, e in questo senso stiamo lavorando e collaborando anche con alcune associazioni animaliste.
La natura e gli esseri viventi sono quotidianamente esposti a milioni di agenti chimici. Sappiamo già che alcune sostanze sono pericolose per la salute umana ed animale, su altre non abbiamo dati sufficienti ad escluderne la pericolosità. Milioni di animali oggi nascono con malformazioni congenite, problemi comportamentali ed anomalie al sistema riproduttivo, molti di questi muoiono solo perché nessuno si è preso la responsabilità di verificare l'effetto che le sostanze chimiche tossiche hanno su tutti gli esseri viventi. Esseri umani ed animali sono sottoposti alle stesse mincaccie. Ora abbiamo un'opportunità unica di avere un futuro più sano, sia per le persone che per gli animali, con sostanze chimiche più sicure. Una legge denominata "REACH" - proposta ma non ancora approvata dall'Unione Europea - offre la possibilità di identificare ed eliminare le sostanze chimiche più pericolose. In alcuni casi questa procedura potrebbe comportare test sugli animali, come del resto già avviene, ma noi vogliamo che REACH costringa le industrie a condividere i dati sulle stesse sostanze, in modo da ridurli di numero, non certo aumentarli! Le stesse industrie che oggi usano l'argomento falso dell'aumento dei test sugli animali per combattere REACH (basta leggere l'intervista alla presidente della Farmindustria sul prossimo numero di Vita, la rivista del non profit), si oppongono a queste modifiche per ridurre i test perché le costringerebbe a limitare il segreto industriale in nome della salute dei cittadini e degli animali.
Il WWF crede che: 
· REACH sia necessario per ridurre la minaccia di una contaminazione tossica che riguarda tutti gli esseri viventi. L'uso di agenti chimici i cui gli effetti chimici a lungo termine sono sconosciuti, infatti, è un gigantesco e non controllato esperimento avente come cavie sia le persone che gli animali.
· Tutti gli esperimenti sugli animali che non siano assolutamente necessari o che siano obsoleti debbono essere evitati.
· I test sulle sostanze chimiche debbono essere condotti con metodi che non coinvolgono gli animali, qualora esistano le metodologie per farlo. Per quanto riguarda tutte le sostanze chimiche prodotte in quantità variabile da 1 a 10 tonnellate l'anno, ad esempio, i test dovranno essere in vitro e non sugli animali.
· Debba esserci un incremento dei finanziamenti in modo tale da poter sviluppare con urgenza test che non coinvolgano gli animali.
Alcuni messaggi che girano in rete hanno definito REACH "famigerato" e hanno parlato di circa 30.000 agenti chimici testati su milioni di animali: questo non solo è falso ma è sospetto. Certo, l'origine di tali messaggi è difficile da stabilire, e certamente Lei e molte altre persone hanno preso per buone le affermazioni in esso contenute con grande buona fede ed amore per la Natura. Lo stesso amore che induce noi, che vediamo sul campo i danni delle sostanze chimiche - ricordiamo solo che alcuni anni fa morirono 300 delfini per i danni al sistema immunitario provocati da sostanze tossiche di produzione umana - a considerare un abominio definire "famigerato" un regolamento che ha lo scopo di tutelare in primis la salute degli animali e degli esseri umani.
Gli autori del messaggio che ha dato il via alla catena di S.Antonio sembrano dimenticare che i test già avvengono, con la sola differenza che le industrie non sono obbligate a renderne pubblici i risultati e a consorziarsi con altre aziende per limitarli, come invece chiediamo noi con tutte le altre associazioni ambientaliste.
Il WWF infatti, si sta battendo attivamente affinché vengano apportati alcuni cambiamenti alla proposta attuale della Commissione che permetteranno un'ulteriore riduzione dei test sugli animali. La proposta attuale di REACH, infatti, consente alle aziende che producono o importano le stesse sostanze chimiche di registrarle separatamente e non obbliga a diffondere i dati sulla loro sicurezza. Il WWF, invece, raccomanda una sola registrazione per la stesso sostanza chimica, contemplando un provvedimento vincolante per la formazione di consortia tra le varie industrie.
Il WWF, inoltre, sta chiedendo con insistenza che i governi e le industrie stesse, decidano di eliminare dalla produzione, tutte quelle sostanze persistenti (permangono nelle matrici ambientali per lungo tempo) e
bioaccumulabili (si accumulano nei tessuti degli esseri viventi), senza operare alcun test, perché proprio a causa delle caratteristiche sopra indicate, possono chiaramente avere effetti negativi o addirittura nefasti.
Il WWF tramite la Campagna "Detox - Svelenati. L'antidoto sei tu" vuole raggiungere l'importante obiettivo di non dover più usare tutti gli esseri viventi come cavie da laboratorio, senza distinzione alcuna, sia che questi si trovino liberi in natura esposti agli agenti chimici tossici, sia che questi siano chiusi in un laboratorio vero e proprio sottoposti ai comuni test tossicologici.
Siamo certi che vorrà condurre con noi questa battaglia contro chi vuole continuare a inquinare, usando il mondo, la natura e gli esseri viventi come una cloaca.
Per ulteriori approfondimenti
http://www.wwf.it/svelenati

WWF Italia
Sede Nazionale

Replica di Marina Berati, del sito Agire Ora

Ciao a tutti,
dato che il WWF, riguardo al progetto REACH, continua a mandare risposte mistificatorie e fuorvianti e a prendere in giro i suoi stessi soci e attivisti locali, cerco di:
1. fare chiarezza riassumendo la situazione;
2. rispondere ai 2-3 punti più assurdi dell'ultima risposta del WFF;
3. proporre un messaggio con una richiesta ben precisa da inviare al WWF.
E' spiacevole perdere tempo a combattere contro qualcuno che in teoria dovrebbe stare dalla nostra parte, con tutto quel che c'è da fare, ma occorre prevenire i danni. Quindi, vi prego, abbiate la pazienza di leggere questo messaggio fino in fondo e partecipare. Anche se avete già scritto, anzi, a maggior ragione se avete già scritto, scrivete ancora, grazie!
Punto 1:
Alla pagina: http://www.novivisezione.org/fare/reach1.htm c'è il sommario della situazione, in modo che ciascuno possa approfondire.
Il sommario della pagina è:

     * Riassunto
     * Il progetto REACH dell'UE: cos'è e cosa comporta per gli animali
     * Dossier di approfondimento su REACH.
     * I test su animali: quanti e come
     * La campagna antivivisezionista
     * La posizione del WWF nel mondo
     * La posizione del WWF in Italia
     * La risposta punto per punto alla posizione del WWF.
     * Cosa puoi fare tu
     * Lettera-tipo da inviare al WWF

Punto 2:
Alcune "chicche" della risposta del WWF:
Scrive il WWF:
In alcuni casi questa procedura potrebbe comportare test sugli animali, come del resto già avviene, ma noi vogliamo che REACH costringa le industrie a condividere i dati sulle stesse sostanze, in modo da ridurli di numero, non certo aumentarli!

FALSO:
"come del resto già avviene" vale solo per le nuove sostanze chimiche. Il progetto REACH consiste invece nel testare quelle già in commercio, che sono state immesse sul mercato prima del 1981. Quindi sono test NUOVI, che senza il progetto REACH non verrebbero eseguiti.

Scrive ancora il WWF:
Le stesse industrie che oggi usano l'argomento falso dell'aumento dei test sugli animali per combattere REACH.


IRRILEVANTE:
ovvio che l'industria non vuole fare i test, nè su animali, nè in vitro, perché a loro costa dei soldi, ma questo significa che pur di far dispetto all'industria ci va bene di fare test inutili sugli animali?

Scrive il WWF:
Alcuni messaggi che girano in rete hanno definito REACH 'famigerato' e hanno parlato di circa 30.000 agenti chimici testati su milioni di animali: questo non solo è falso ma è sospetto. Certo, l'origine di tali messaggi è difficile da stabilire, e certamente Lei e molte altre persone hanno preso per buone le affermazioni

PRESA IN GIRO TOTALE:
il WWF sa benissimo da dove è partita la protesta, non è "difficile da stabilire" e presume che chi partecipa alle proteste sia un povero idiota. Sono ANNI che le associazioni antivivisezioniste di tutta Europa combattono contro il REACH, o meglio, contro i test su animali che inevitabilmente il REACH comporta... ora invece si vuol far credere che si tratti di una favoletta inventata sul momento?!
Inutile poi nascondersi dietro al fatto che i prodotti da testare non sarebbero 30.000: se con gli sforzi di tutti si riuscisse a portarli anche "solo" a 1.000, sarebbero comunque centinaia di migliaia gli animali uccisi.
Il problema di fondo è CHIEDERE CHE VENGANO USATI TEST DIVERSI, SENZA ANIMALI e questo il WWF non lo fa.

Punto 3:

visto che il WWF gira attorno al problema, scriviamo il seguente messaggio a:
posta@wwf.it
a cui dovranno rispondere SI o NO, perché non ci sono vie di mezzo.


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Caro WWF,

continuiamo a leggere le risposte molto dettagliate della vostra sede nazionale, in merito al progetto REACH, ma vorremmo ora una risposta molto semplice: SI o NO. Una sola parola: SI o NO.

Posto che:

- TUTTE le modifiche da voi proposte al progetto REACH sono anche proposte dalle associazioni antivivisezioniste,  che infatti chiedono:

Transparenza
     La lista di tutte le sostanze chimiche candidate a essere testate deve essere resa pubblica, per ogni fase del programma (per un periodo significativo prima dell'inizio dei test). Potrebbero per esempio essere
pubblicate su un sito web, per consentire commenti pubblici.

Condivisione dei dati
         Va imposta la condivisione dei dati tra aziende e paesi, per assicurare la disponibilità di tutte le informazioni già esistenti sulle sostanze chimiche, che si trovano ora in database pubblici e privati (commerciali). Ci deve essere inoltre un coordinamento del programma di test in modo da assicurare il riutilizzo dei dati esistenti e da evitare la duplicazione di test. Le fonti di dati già esistenti comprendono studi epidemiologici, dati derivanti da esposizioni accidentali mantenuti in istituti di medicina forense e patologica, in centri antiveleno, in istituti per la medicina del lavoro, ecc.

Eliminazione
     Vanno valutati tutti i dati già esistenti e va imposta subito una moratoria sulla produzione e uso delle sostanze chimiche che risultano più pericolose. La valutazione dovrebbe includere l'applicazione/esposizione delle sostanze, le loro proprietà fisiche e chimiche, la loro capacità di
bioaccumulazione e di persistenza nell'ambiente. Il modo migliore per proteggere gli umani, gli animali selvatici e l'ambiente è ridurre la loro esposizione a sostanze chimiche potenzialmente pericolose che si accumulano nell'ambiente.

- è nostra convinzione, supportata da molti dati scientifici e da pareri di scienziati di tutto il mondo, che i test di tossicità su animali siano un inutile spreco di tempo e denaro e diano risultati inaffidabili, fallendo così il loro obiettivo principale, che è quello di proteggere uomo e ambiente;

- le associazioni antivivisezioniste chiedono, IN PIU', la modifica del REACH
in un punto qualificante:

Priorità e finanziamenti
     La validazione di metodologie in vitro già esistenti o nuove deve essere una priorità immediata. Nella strategia REACH occorre specificare chiaramente un obiettivo temporale entro cui la validazione di test senza animali debba essere effettuata obbligatoriamente. In parallelo, deve esserci un chiaro impegno a finanziare sia lo sviluppo che la validazione dei metodi senza animali.
Vale a dire: prima si sviluppano e validano i test necessari (fermo restando lo screening preventivo coi dati già esistenti, come indicato nei vari punti precedenti e sostenuto anche dal WWF) senza animali, POI si inizia la campagna di test.
Ci risulta che su questo ultimo punto il WWF non sia in accordo con le associazioni animaliste, infatti, nella vostra replica affermate:

"In alcuni casi questa procedura potrebbe comportare test sugli animali".

Non "in alcuni casi", ma in TUTTI i casi in cui i test siano necessari perché i dati non sono già esistenti e quindi le misure di cui ai punti precedenti non possono essere applicate.

La domanda è - e chiediamo una risposta breve: SI o NO:

Il WWF è disponibile a prendere la stessa posizione delle associazioni antivivisezioniste, cioè a chiedere che l'avvio dei test si abbia solo DOPO lo sviluppo dei necessari test senza animali, e non prima, in modo da NON USARE ANIMALI per nessuno dei nuovi test?

Chiediamo per favore un risposta diretta:
SI o NO.
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Per favore, fate girare questo messaggio il più possibile, e continiate a
scrivere al WWF. A breve dettagli di altre iniziative in merito (tra cui la
manifestazione telematica di Progetto Gaia).
Grazie.

Marina Berati
Novivisezione.org